Vincenzo's profileTr(h)ashing_JackPhotosBlogListsMore ![]() | Help |
|
December 23 Racconto di NataleCari Amici,
Per festeggiare (?) il Natale, quest'anno ho scritto un racconto.
Tutto per voi.
Tutto da leggere.
Non sono troppo soddisfatto del risultato, ma in fondo è il pensiero che conta.
Quindi, spero di riuscire ad occupare una mezz'oretta del vostro tempo in modo costruttivo,divertente
piacevole.
Ho inviato il racconto ad alcuni di voi.
Gli altri possono tranquillamente scaricarlo dal link che troverete qui sotto.
Lasciatemi un commento per dirmi cosa ne pensate!!!
Un caro augurio di Natale, quindi.
E un felice anno nuovo!!!!
December 10 Pensiero senza sensoVoglio dire cose che gli altri non dicono.
Voglio fare cose che gli altri non fanno.
Voglio pensare.
Voglio pensare più lontano di chiunque altro.
Voglio essere diverso.
A volte ci riesco.
Altre...beh...non è sempre domenica.
Ci sono momenti in cui mi sento illuminato, in altri globalizzato.
Ma chissà se qualcuno ci ha ragionato.
Sul senso di voler dire qualcosa che nessuno ha mai sentito.
Magari annche solo una parola.
Tipo....
Ferlastorizzato.
Fico!
Ferlastorizzato.
Bella parola.
Ma ora...
Qualcuno riuscirà a capire? December 01 FanculoFanculo...
Ogni tanto ci vuole.
Fanculo, e ti senti meglio.
Oppure...
Già...c'è sempre un "oppure".
L'oppure, in questo caso, riguarda le modalità di fanculizzazione del prossimo tuo.
In italiano, vuol dire che ci sono quelli che quando ti ci devono mandare, ti ci mandano.
E ci sono quelli che invece se lo tengono dentro.
Per poi esplodere.
Io non è che stia per detonare.
Solo che ho raggruppato un quantitativo interessante di Fanculo per poterne fare un elenchino.
Quindi:
Fanculo la febbre di questi giorni.
Fanculo l'antibiotico, che mi sembra di dover vomitare 24 ore su 24 da 3 giorni a questa parte.
Fanculo quelli del lavoro, che hanno cercato di sostenere che il certificato medico non era valido.
Fanculo la Nintendo.
Fanculo l'Avis.
Fanculo i Subsonica.
Fanculo il sole che ha deciso di uscire mentre stavo col culo nascosto sotto 3 strati di piumone.
Fanculo la frizione della macchina che sta per saltare. E non esiste per un cazzo che la riparo visto che fra un mese arriva il Pandino nuovo.
Fanculo Babbo Natale, che di questi tempi, come tutti gli anni, inizia ad ossessionarmi.
Fanculo Mondadori, che nono traduce il nuovo libro di William Gibson.
Fanculo il Racconto di natale che dovrei scrivere, ma che non riesco più a rileggere.
Fanculo Ableton Live che preciso come un orologio si autodistrugge ogni 60 giorni.
Fanculo l'università di Bologna, che mi ha illuso con un laboratorio che non esiste, ed ora maturare quei 5 crediti sembra più difficile che mai.
Fanculo a Cezànne, per dei motivi che non riguardano direttamente l'artista. Ma Fanculo lo stesso.
Fanculo a Meyer Schapiro. Con un cognome del genere devi essere proprio picio per presentare una "C" prima di una "H".
Fanculo allo sciopero degli sceneggiatori USA, che mi costringe a posticipare la visione di Dexter e Heroes a data da destinarsi.
Fanculo all'Ipod. Principalmente Fanculo a Steve Jobs, eletto da People "Manager più potente del mondo".
Ok....dovrebbero esserci tutti.
No.
Ne manca uno.
Fanculo anche voi.
Cheers. October 20 We needs some ferhormons (chissà se si dice così)E dato che stasera mi sento bisognoso di far scorrere qualche sostanza stupefacente nelle vene, mi dedico per prima cosa ad un paio di bicchieri di vino.
Dopodichè una mezz'ora di corsa: sudato mi accorgo che qualcosa inizia a salire. L'euforia post-sforzo fisico di solito è prodotta da qualche sostanza chimica che il mio cervello rilascia nel mio corpo.
O qualcosa di simile.
Arrivo a casa, sorso di grappa, lascio riprendere (e richiudere) i miei polmoni.
Poi rollo e mi fumo un bel cannone d'erba che tenevo da parte per i momenti come questo.
Mentreil thc inizia a farmi formicolare il cranio, sfodero un porno che era sepolto nell'hard disk.
Ne lascio scorrere le immagini per un po'.
Fumo.
Quando mi sento bello caldo, mi faccio un pippone.
Finisco la cura ricostituente, e mi accorgo che c'è ancora qualche tiro di canna -spento- nel posacenere.
Accendo. Fumo quel che rimane.
Spengo il cannone, poi.
E vado a dormire.
Ora sto meglio.
(ci avete creduto?) October 13 Rif#0002Come spero molti di voi abbiano notato, oggi ho aperto il myspace (www.myspace.com/kemicalk).
L'ho aperto per far sentire un po' del mio Sound a delle orecchie che non siano le mie.
Magari a qualcuno piace anche...
Detto questo, credo sia doveroso fare qualche precisazione.
Magari riguardo alle considerazioni del precedente post, che sembrano in disaccordo con il fatto che sto aprendo sempre più spazi personali in giro per server pubblici.
Beh...si. E' un controsenso.
Punto.
Del resto, la categoria in questione si chiama "(contro)sensi etici". Come minimo ci dev'essere qualche paradosso, qua e la.
Un'altra considerazione mi viene in mente in conseguenza a reminiscenze superiori, quando si studiava Foscolo per la (scarsa) allegria di noi studenti ancora vergini del concetto di "precariato".
Beh...se vi ricordate (io non ricordo assolutamente il titolo della composizione) Foscolo diceva che alla nostra morte rimangono solo quelle cose che abbiamo lasciato ai posteri.
Qualche ricordo, qualche poesia (se siete poeti), magari -come nel mio caso- un paio di Groove accattivanti.
Insomma, fa piacere aver lasciato qualcosa di tuo nelle mani dell'Altro.
Per quanto, poi, possa rivelarsi insignificante.
E' bello lo stesso.
E se è vero anche ciò che sosteneva Andy Warhol, cioè che tutti hanno diritto a 15 minuti di celebrità andateci piano, a sentire le mie tracce.
Che i miei 15 minuti non li voglio usare tutti subito.
Li vorrei centellinare, come si fa con un calice di vino buono.
Cheers
(non digitale, questa volta...) October 07 Il gigantesco Hard Disk universale...Cazzeggiandomela su msn, oggi mi sono trovato a concepire internet come "un gigantesco hard disk universale. E dentro ci trovi i cazzi di tutta l'umanità".
Già...era la mia odierna frasetta di presentazione del cazzo...
Ma...accipicchia non lo trovate un po' inquietante?
La soluzione -semplice- per risolvere le mie angosce sarebbe smettere di scrivere queste righe.
Ora.
Fanculo, non scrivo più! Non voglio più mettere nulla dei miei sentimenti in questo buco nero dove tutto si mescola, si scioglie.
E si perde.
Non merita la mia riflessione, questo ingordo mostro disteso sul nostro piccolo pianeta, golem creato in modo da non poter essere distrutto.
Erano gli anni '60: serviva qualcosa che non poterre essere spazzato via dalla guerra fredda, nel caso fosse diventata troppo calda d'improvviso.
Ed ora?
Il mostro ci ha salvato dalla battaglia.
E ci sta facendo diventare una nuova massa.
In cui la volontà generale (vedere alla voce Rousseau) non esiste più.
Solo le nostre piccole solitudini. Descritte meravigliosamente da qualche Terabyte (mi rifiuto di pensare che la mia vita valga SOLO una manciata di GB).
Sinceramente non so se questo sia un bene o un male.
Ma se finiamo a sentirci estranei fintantochè non ci scambiamo i contatti MSN.
O finiamo a conoscere l'Altro solo per ciò che è pubblicato sul suo blog.
Ed infine proviamo sempre più spesso sentimenti di fronte ad un monitor.
Se tutto questo avviene, non rischiamo di perdere noi stessi fra le pieghe di un disco magnetico?
Di un gigantesco Hard disk universale...
Che è riuscito -più della musica, meglio della poesia, al di là delle nostre parole- a codificare qualciosa che per definizione è indescrivibile.
Le nostre passioni.
In qualche manciata di zero e di uno.
11010110 10101110 11011011 11011011 10011001 00011011
(cheers) In the trumpetSe prendete un accordo -una triade- e ci aggiungete una sesta, individuerete un accordo atto a risolvere l'armonia.
Convenzionalmente, la musica moderna ha deciso che le cose funzionano così.
Se ci aggiungete una nona il risultato è ancora più suggestivo.
Poi se cercate qualcosa di particolarmente viscerale, scegliete un paio di voci Gospel.
E otterrete il Soul.
Magari un paio di giri d'improvvisazione.
E una ritmica swing.
E otterrete il jazz.
Non i suoni cool di Miles Davis, magari.
Ma roba che gira, cazzo...
Ok.
Ora prendete un pc, un out assegnato al batterista che deve sentire il microfono in cuffia.
L'altro out dedicato ai suoni sintetici.
Qualcosa di leggero, minimale.
Magari dei suoni ritmici.
Zero sostenuto.
Solo giocati d'attacco.
Piazziamoci un delay. Che ne dite di un delay?
E questo cos'è?
Accipicchia, ne è venuto fuori anche qualcosa di nuovo.
Ora col mio pad faccio un II-V-I. Poi un turn around.
magari tagli i bassi ad un loopo di bossa.
Minchia. Bossa swingata!!!
E ora, dato che qua sopra una cassa dritta farebbe cacare, buttiamoci un controtempo largo.
Un colpo di cassa in levare al terzo quarto del loop.
Ok, guys...ci siamo.
Questo si che è il Grove giusto... September 23 ParoleE poi, improvvisa sorpresa, una frase scaccia la paura.
Pioggia.
Forse.
O il resto, chissà...
Torna ciò che sembrava non appartenerti.
Le parole.
Tutto. O niente.
Si va casa gridando una canzone in auto.
Dimenticate.
Parole.
Il sogno ritorna.
Nulla.
Su cui soffrire. September 20 Il mareCom'è profondo il mare.
O forse no.
E' bello dire profondo. E' un bel complemento.
Intanto, guardiamo il mare e stiamo ad aspettare la tempesta.
Chissà perchè, ma il mare grigio d'inverno, da studiare accoccolati in un pesantissimo maglione, sembra molto più affascinante del mare estivo, dove pance e minislip si immergono, comprimario di un balletto che ricorda la danza del corteggiamento di alcuni piumati.
Frattanto, grazie a Dio, esistono ancora donne che hanno il coraggio di abbandonarsi alla nudità in prossimità di spiagge deserte, il sole non ancora caldo e molesto come ad Agosto.
La sabbia che accarezza la pelle.
L'acqua che sfiora ciò che non si può mostrare ai nostri pudici compagni di vita.
Chissà cosa penserebbero, altrimenti, di noi...
Già...chiissà cosa penserebbero... August 31 "Il vecchio e il nuovo". Ovvero l'inossidaile dicotomia fra ciò che sei e ciò che vorresti/dovresti/potresti essere...solo che non è più una dicotomia in quanto i termini sono 4. Che sia, dunque, un quadrato semiotico???Sarà che è Settembre.
Per motivi precedentemente messi in evidenza (o forse no: potrei aver scritto l'intervento e non averlo mai pubblicato...bah), Settembre è sempre un mese particolarmente operoso.
Quest'anno finisce la pacchia.
Quest'anno devo essere più serio.
Quest'anno...
Settembre è lo spartiacque fra il nuovo ed il vecchio.
Non lo è certo capodanno: il 31 Dicembre è più...come si può dire...la "fine del rodaggio": finiscono le autogestioni (finivano...ormai sono 7 anni che no ne faccio più una), gli scioperi. Ed i professori diventano più intransigenti.
Però.
Mi piace la frenesia dell'aria di Settembre.
Hai l'impressione che -presto o tardi- le cose dovranno volgere nel verso giusto.
Rileggo ciò che scrivevo il 1 Agosto (dovrebbe essere qui in fondo, o cliccando a destra, nell'archivio), e mi accorgo che qualcosa sta cambiando.
Bene, allora...
Vediamo dove saremo al prossimo Settembre!
Cheers! August 28 Riflessioni in ufficioSiccome piscio storto, normalmente -quando sento l'esigenza di "cambiare l'acqua al pesce"- mi metto seduto.
Oggi no.
Oggi ho preso il coraggio a due mani, forte del fatto che i miei non sono ancora tornati dalle vacanze.
Mi sono detto "eccheccazzo...facciamo qualcosa di folle. Completamente folle! Almeno una volta...".
Così ho pisciato nel lavandino.
E' un'esperienza strana pisciare nel lavandino: quale idea migliore per un maschietto che vuole farla in piedi?
Infinite praterie di ceramica bianca che delineano, splendenti, il concetto di "pulizia".
Almeno per come lo intende il detergente di mia madre.
Inizi timido, cerchi di beccare lo scarico. Poi ti rendi conto che isozzare tutto ti appaga.
Anche perchè la sottile patina di piscio giallo scompare dopo pochi secondi.
E tutto torna come prima.
Mai nessuno saprà del misfatto.
Mi sono chiesto perchè tutti i pisciatoi dell'universo non siano come il mio lavandino.
La risposta, ovvia, sta nel fatto che almeno il 50% della popolazione mondiale, per questioni fisiche, piscia seduta.
Io non faccio testo, è ovvio.
Di solito piscio seduto, e mi pulisco anche con la carta igienica.
Comunque, la domanda che mi è apparsa nella mente ha trovato così risposta.
La femmina ha bisogno del gabinetto.
Il gabinetto. Non la turca.
Quella serve per fare i muscoli alle gambe.
Il gabinetto, quello vero, è femminista.
Senza gabinetto avremmo potuto "Segnare" tutti i lavandini del mondo.
Viaggiare, per provare tutte le forme.
I colori.
Ogni tipo di smalto impermeabile.
Cercando di dimenticare che sarebbe stata solo una questione di tempo.
Senza gabinetto, la popolazione umana si sarebbe estinta millenni fa. Quindi mi sono tirato su la patta, ho sciacquato il lavandino e me ne sono andato in biblio a tacchinare duro.
In fondo, il gabinetto ha ragione... August 25 SopravvivereIo sopravviverò...
anche se le note di una chitarra funky erano più romantiche delle note dei miei synth
Anche se le donne della mia vita hanno 12 anni e si atteggiano a ripassatone.
Anche se il midi (bastardo) non funziona quando alle 2 di notte ci mettiamo a casa mia a tirare a tutto volume la cassa dritta.
I will survive...
Anche se Donna Summer promette vendette in lingue sconosciute ad un uomo che chissà chi cazzo è...
e se il mio pusher non risponde al cell e stasera niente cannetta della buonanotte.
Ma che cazzo.
Facciamo un balletto.
Come i personaggi de "le riserve", che in carcere ritrovano l'affiatamento ballando, checche mancate, alle note di una canzone ormai antica.
Balliamo insieme, veloci, lenti.
Come è necessario.
Anche se abbiamo detto cose un po' acide...
O se abbiamo abbandonato altrove degli amici.
Le note scalpitano, e non rimane che inziare, timidamente, a muovere un piede.
Poi l'altro.
E aspettare che il resto del corpo inizi un veloce inseguiimento del groove.
I will survive.
E fanculizzatevi malinconie...o paranoie...o quello che siete.
Stanotte non ci fate male.
Noi sopravviviamo.
Voi no. August 01 Quando iniziano le vacanzeChe giornata dimmerda...
Giocate 2 partite a basket: sconfitto in tutte e due le situazioni per colpa di fortunose bombe da 3 messe all'ultimo istante.
3 partite a scacchi.
Non ve lo sto neanche a dire com'è andata a finire.
Fanculo alla regina che si faceva mangiare sempre.
Non mi rimane che qualche puntata di "Death note" (gran lavoro dei ragazzi di www.italiansubs.net che hanno "subbato" il cartone originale giapponese).
Poi sono andato a studiare.
A fare la spesa.
Ho bevuto una birra.
Ora sono qui.
La domanda è la seguente: di questi tempi, perchè non ho più nulla da raccontare?
Forse perchè a volte abbiamo bisogno di lasciare del tempo vuoto.
Forse fa parte dell'animo umano staccare per un po' dalle emozioni che abbiamo.
E vivere qualche momento di pace.
O forse no.
Però, se volete, vi racconto...
Che vi racconto?
Boh...qualcosa troverò... July 28 New nights of thinkingC'è una bella sequenza cinematografica. Si tratta di un anime giapponese di qualche anno fa.
Il titolo: Metropolis. E' la riproposizione del vecchio film di Lang (1929) in chiave moderna.
La sequenza vede (anzi, Sente) Ray Charles cantare "I can't stop lovin' you" mentre la città (la "MEtropolis") viene distrutta.
Questa notte le città non è stata distrutta.
No.
Ma è risuonata questa vecchia canzone nelle mie orecchie.
La sequenza di cui vi parlo è particolarmente intensa quando, un ragazzo, innamoratosi di un Cyborg-donna, cerca di salvare quast'ultima.
Fallendo.
I can't stop lovin' you.
Mi chiedo perchè alcune cose vadano prorpio così.
Tipo: mi chiedo perchè ogniqualvolta scrivo qualche riga, al posto di battere sulla tastiera la parola "proprio" scrivo "proRpio".
Fuck.
Mi chiedo cosa passi nella mente di S.
O in quella di G.
Mi chiedo con che coraggio si possa preferire la solitudine.
"I can't stop lovin' you".
Ma vorrei capire come riuscirci al meglio, baby.
Vorrei avere modo di fare qualcosa per evitare che al venerdì notte la gente si senta più sola che mai.
Mi accorgo che non è solo un mio sentimento.
M'intristisce notare che le persone ci provano tutto il tempo, a non sentirsi sole.
Ma proprio non ci riescono.
Vorrei poter scrivere di un qualche pensiero confortante.
C'è sicuramente un pensiero confortante, da qualche parte, da poter riportare per lasciare da parte l'amarezza e mettere un po' d'allegria in queste righe.
Ma questa notte non mi viene su.
Ci provo ancora.
Ed in fondo mi accorgo che "I can't stop lovin' you".
Il che non è confortante.
Ma vuol dire che non ho ancora deciso di gettare la spugna.
"E questo, è un pensiero confortante..."
June 07 Some consequences of our state of mindLascio la stanza dove Giorgia è ancora distesa.
Cerco di non svegliarla. Sento, però, qualche sospiro troppo forte venire dal cuscino.
Non mi volto. Non mi va.
Faccio finta di credere che stia ancora dormendo.
A lei pare non dispiacere.
Quindi prendo un piccolo foglio di carta, le scrivo il mio numero di cellulare.
Caso mai voglia risentirmi.
Scrivo una serie di cifre poi, in basso, il mio nome.
Non si sa mai...
Controllo di aver preso tutto.
Chiudo la porta.
Vado via... May 05 circonferenze vizioseMi sono afflitto per anni. Ho perso molto tempo ponendomi domande, accatastando pensieri.
Dissodando parole.
Il tutto per un motivo molto semplice.
Volevo essere perfetto.
"E' follia", diceva qualcuno.
Lo ha ripetuto questa sera.
Ma più il tempo passa, più mi convinco che le sfide più importanti, quelle a cui non ci si può mai sottrarre, sono quelle che non si possono vincere.
Sarà che mi piace immaginarmi come un imbelle eroe romantico.
Di fronte al futuro farò una cosa semplice, citerò una frase:
Fece allora uno di quei gesti tanto più eroici in quanto la loro grandezza non colpisce nessuno.
(Il ballo del conte di Orgel, Raymond Radiguet)
E poi, riprenderò a fare quello che facevo prima. May 01 Devil WomanVoglio scrivere qualcosa.
Non so cosa.
Qualsasi cosa può andar bene.
Inizio guardandomi intorno. Le cose che ho vicino, a volte, mi fanno pensare.
Vedo: pianoforte, portatile, libri, libri, libri.
Mi fermo qualche secondo in più sul Martini che sto sorseggiando.
Mi passa per la testa, a quel punto, un pezzo di Charles Mingus.
Una cosa che sento sempre in macchina. Non è una canzone che mi piaccia, ma sta in una compilation che, non so per quale ragione, finisce sempre in cima alla pila dei CD nel cassettino dell'abitacolo.
Il risultato è che 'sta dannata canzone, pur facendomi schifo, finisce che la ascolto continuamente.
Il titolo è "Devil Woman".
Niente di che...un blues abbastanza comune: qualche accordo minore; a parte questo nessuna cura particolare per le note del piano, o per il giro di basso.
"Devil Woman".
Ora che ci penso, è un pezzo suonato veramente sporco.
La voce Mingus, annerita dal tabacco.
E linee di improvvisazione buttate senza cura.
Con odio. Si, con odio...
"Devil Woman".
Avete presente quel film, "fratello dove sei?".
C'è un negro che vende l'anima al diavolo per imparare a suonare la chitarra.
O almeno, questo è quello che si racconta in giro.
Ma a sentire le note che il tizio tira fuori da quelle sei corde, viene proprio voglia di crederci.
Beh...un blues, una donna diabolica, un contrabbassista (Mingus) che ha passato un sacco di anni in una casa di cura.
Dicevano che era pazzo.
Le donne sono dei demoni.
O, forse, il demonio le corteggia promettendo loro una bellezza eterna.
Per poi tradirle.
Un uomo in penombra inizia a parlare. Non gli si vede il viso: il buio della stanza nasconde quei lineamenti.
"Devil Woman...cos'hai fatto?"
Un'altra figura, anche questa nascosta nell'ombra. La noto ora perchè era rimasta perfettamente immobile. Solo ora, un sottile movimento della mano sinistra mi ha permesso di scorgerla.
"Cos'hai fatto?".
Di nuovo la voce dell'uomo. "Mi hai tradito...", dice.
"Mi hai tradito, o sei stata tradita anche tu?"
L'uomo si avvicina alla silhouette scura.
So che vorrebbe alzare la mano e colpirla.
Uno schiaffo, almeno.
Ma si ferma con un innaturale attimo d'anticipo.
Ripete "sei stata tradita anche tu?"
Io non so rispondere a questa domanda...
Vorrei, ma non riesco a capire se il male ho provato è stato solo un errore, oppure un calcolo preciso.
"Dimmelo, Woman" dice l'uomo.
"Dimmelo..."
Lei non risponde...
Allora, mentre l'uomo al buio impazzisce del silenzio di quella donna, io torno a porre le mie domande ad un blues suonato sporco...
E ad una voce arrochita dal fumo.
April 24 e se racconto una barza...Sono al parco. Finalmente. Sono giorni che provo a studiare disperatamente. Ora finalmente posso. Non so... Non so perchè sto scrivendo queste righe. Un po’ perchè sono giorni realmente infimi. Un po’ perchè, con grande sorpresa, mentre studio un libro che cerca di spiegare che cosa sia l’umorismo, ci trovo dentro le descrizioni dei miei sentimenti. Che a me paiono tragici. Ma se stanno in un libro di barzellette, allora (e al massimo) si tratta di humor nero. Allegria, dunque! Vi racconto una barzelletta. Oppure, e forse è meglio, torno a parlarvi del libro che sto studiando. Si, perché il libro in questione ha attivato una reazione a catena dopo aver descritto qualche passaggio de “le amicizie pericolose” di Laclos (a me pare che il titolo fosse “le RELAZIONI pericolose, ma mi fido della bibliografia dello scritto in questione). Anyway, la scena in questione è quella in cui Valmont scrive una lettera da spedire ad una qualche marchesa che cerca di conquistare, utilizzando come scrittoio la schiena di un’altra cortigiana –nuda- con a quale, durante la scrittura, avrà diversi “contatti”. Saturate, vi prego, la mia descrizione col necessario condimento sentimentale: immaginiamo che la donna a cui scriva sia di lui innamorata, per quanto non abbia ancora acconsentito a concedergli il “lusso dell’alcova”. Immaginate le parole che infiammano l’animo della donna, troppo innocente per comprendere un gioco così perverso. Lei non è perversa, no. Lei è il ritratto dell’innocenza. Qualcosa da deflorare completamente (è questo che eccita il nostro Valmont). Immaginate tutto questo. Ora, dovete sapere che la lettera in questione (quella indirizzata alla donna che di tanta purezza si fa stendardo) viene poi inoltrato, tramite ennesima epistole, alla Marchesa di Merteuil, donna con la quale il nostro Valmont ha sviluppato un gioco perverso: ex amanti, amici e nemici al tempo stesso, concordano nel raccontarsi le loro vicende erotiche. La gelosia e l’odio impazzano, insomma. Spero che ce ne sia abbastanza per condurre anche il più fedele dei coniugi a qualche riflessione. Io, per ora, sono un mare in tempesta. Anche se, ammetto, non ho mai letto il libro (ma penso che a breve rimedierò). La scena descritta lascia perplessi. No, perplessi no. Non è il termine adatto. Colpisce, questo è sicuro. Mi ricorda qualcosa. Mi risveglia qualcosa. E non è nulla di buono. Il problema è che di questi tempi sento solo stimoli negativi. E mi ritrovo vicino a Valmont, che per amare deve odiare. Boh...non lo so. Sono tempi in cui non trovo conclusioni, non trovo soluzioni. Mi perdonerete, quindi, se (s)concludo mutuando il mio finale da qualcun altro; riportando la descrizione che Valmont invia alla Merteuil. Il racconto di una scrittura così sensuale. Ho trovato divertente scriverle, dal letto e quasi dalle braccia di una donna, una lettera che è stata perfino interrotta da un completo atto di infedeltà e nella quale le faccio un resoconto esatto della mia situazione e della mia condotta. ...divertente. Ho trovato divertente. Vorrei riuscirci anch’io. Trovare divertente una condotta del genere. Di questi tempi, mi divertirei veramente un casino... April 23 Ripensamenti, reiterazioni, interazioni, persecuzioni...L'intervento che ho buttato giù ieri faceva veramente cacare (con la C, non con la G. Per confermare il mio distacco). Delirante, poco ironico. Insensato. Ma di questi tempi mi sento insensato. Sono contro la ragione, ultimamente. Forse perchè sono stato per troppo prigioniero della serietà. Poco della facezia. Mi viene in mente quella poesia. Era Palazzeschi, se non sbaglio. "E lasciatemi divertire"... Già, lasciatemi divertire. Ridiamo, se ci riusciamo, anche di quelle poche parole che ogni tanto mi vengono, tradotte in qualche serie di bit, abbandonate dall'inchiostro che, molti anni fa, serviva a raccontare -per corrispondenza- la propria vita ai cari lontani. Divertiamoci a dire che cazzi fa rima con palazzi. E Palazzeschi, che citavo prima, si rivolti pure nella tomba, se vuole. Lasciamo, poi, che i culi si poggino su gradoni sporchi di piscio, di fronte a palazzo nuovo, nascosti dalla speranza di studiare qualche pagina in più. Lasciamoli. Lasciamoci. Che tanto, fino a Giugno, non ho esami. Fuck. April 22 ^^...( (§)-> °O° <-(§) )...^^...Ovvero arrivano gli alieni.
Sono di nuovo a parlare di questa bomba di sentimenti contrastanti che periodicamente mi si scarica addosso.
E' un po' un ossessione quella di descrivere cosa provo in questi momenti: sono situazioni fra le più difficili da raccontare perchè, credo, rappresentano un modo singolare che io ho di rapportarmi alla vita.
E quindi, venirni a dire "mi sento come se..." non mi aiuta.
Ma lo faccio comunque:
Mi sento come se fossero arrivati gli alieni.
La cosa, in un certo qual modo, è questa: vivo delle esperienze he mi dovrebbero rendere felice.
E invece mi viene un po' di malinconia.
Come quando crediamo di vedere un UFO. In quel caso è però necessario non essere personaggi che hanno fatto di "Visitors" la loro bibbia, bisogna credere che gli UFO portino buone notizie.
O come quando leggete l'ultima pagina di un libro bellissimo.
Per me, concludere un libro è una delle esperienze più tragiche della storia. Hai passato giorni (o settimane, o mesi) a condividere la tua con un personaggio di carta.
E' stato un rapporto bellissimo, il vostro. Avete, insieme, persorso deserti o visto donne impossibili da amare.
Poi, all'ultima pagina, quell'uomo scompare.
Muore.
Si...muore è il termine adatto.
E tornate a guardare l'UFO.
Nessuno ha mai detto che le navicelle aliene non contengano i personaggi dei nostri libri, in fondo.
Bene...stasera mi sento proprio così. Chiusa l'ultima pagina guardo il cielo, spero di vedere un UFo.
Ma l'UFO non c'è.
Il libro, quello che ho appena finito di leggere, mi è piacuto moltissimo.
Quasi da strapparmi i capelli.
Ma ormai è finito.
Ed ora?
Devo cercare un nuovo libro...
Ma gli alieni, prima, potrebbero conquistare il mondo. |
|
|