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    September 24

    memento morii

    Onoranze funebri per il mio povero pentium IV, che qualche giorno fa mi ha abbandonato, lasciandosi alle spalle il mondo materiale per raggiungere il paradiso (o più probabilmente l'inferno) dei computer.
    Mi immagino questo luogo un po' come la città delle macchine in Matrix, appannato da quantità infinite di processori, RAM, connessioni serial ATA ecc.
    Frattanto arranco per buttare giù due righe da pubblicare qui sopra.
    Ma ci metto impegno, sequestrando pc altrui e utilizzandoli per i miei scopi...
    eh eh eh...
    Hasta luego...
    September 14

    Training (Venice) days.

    Parlare della Mostra del cinema di Venezia non è facile. Cosa si potrebbe raccontare?
    Più dei film, forse, si dovrebbe spiegare che cosa voleva dire essere un “accredito verde” (definito da qualcuno “l'ultimo anello della catena alimentare”), bisognerebbe forse parlare delle code, e dei metal detector che suonavano anche se addosso c'avevi solo le mutande.
    Si, forse bisognerebbe parlare di questo.
    Anche perché il film che ha vinto la mostra è l'unico (o quasi) che non siamo riusciti a vedere, e anche se ci si fosse riusciti ad accomodare in sala probabilmente ci si sarebbe addormentati, dopo sette giorni passati a dormire quattro ore per poi alzarsi (alle5!!!) e dover fare i conti con i traghetti veneziani, i treni e le automobili con le batterie fulminate.
    Forse, in effetti, i film sono stati l'ultima cosa.
    Meglio quei caffè bevuti in compagnia sui tavolini di metallo improvvisati fra gli stand pubblicitari, o la bacheca “Ridateci i soldi”, dove -se non altro- potevi sfogare la tua frustrazione per la telefonata puntuale di tua madre che ogni giorno ti chiedeva “ma che VIPS hai visto?”, e tu non potevi che pensare alla nuca di una Scarlett Johansson intravista (mentre i fans ti calpestavano) da lontano. Incazzata perché mentre lei faceva passerella il fidanzato stava a trombarsi una fan in qualche cesso superlusso offerto da uno degli yacht “posteggiati” in seconda fila in laguna.
    E tu che stavi a pensare, guardandola “vendicati...dai che ho la Punto parcheggiata qui dietro...vendicati...altro che hotel extralusso...vendicati...che ti faccio assaporare di nuovo il gusto della camporella...vendicati”.
    Bisognerebbe, poi, parlare di Mascellone, un tipo con una mascella -forse due- che sembrava scolpita nel titanio ma che, problemi di masticazione a parte, ti sapeva riepilogare in 30 secondi tutte le trame dei film presentati nella rassegna “La storia segreta del cinema russo”.
    Stiamo parlando di 489 film del '48. Muti ed in bianco e nero.
    “La storia segreta del cinema russo doveva restare tale...” ci ha confidato poi.
    Non Mascellone, che ha anche sostenuto di aver apprezzato la poetica di quei film “così lontani da noi”.
    La bacheca.
    “Ridateci i soldi”, frase diventata improvvisamente la parola d'ordine degli improvvisati cinefili veneziani.
    E di film belli, devo dire che ne ho visti giusto due. Forse tre.
    Tutti film che probabilmente non verranno neanche distribuiti nelle sale.
    Ma in fondo, non importa: sto già pensando a come farmi regalare l'abbonamento, l'anno prossimo.
    Non posso più vivere senza...
    La bacheca, intendo...
    Ridateci i soldi!!!