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    July 28

    New nights of thinking

     
    C'è una bella sequenza cinematografica. Si tratta di un anime giapponese di qualche anno fa.
    Il titolo: Metropolis. E' la riproposizione del vecchio film di Lang (1929) in chiave moderna.
    La sequenza vede (anzi, Sente) Ray Charles cantare "I can't stop lovin' you" mentre la città (la "MEtropolis") viene distrutta.
    Questa notte le città non è stata distrutta.
    No.
    Ma è risuonata questa vecchia canzone nelle mie orecchie.
    La sequenza di cui vi parlo è particolarmente intensa quando, un ragazzo, innamoratosi di un Cyborg-donna, cerca di salvare quast'ultima.
    Fallendo. 
    I can't stop lovin' you.
    Mi chiedo perchè alcune cose vadano prorpio così.
    Tipo: mi chiedo perchè ogniqualvolta scrivo qualche riga, al posto di battere sulla tastiera la parola "proprio" scrivo "proRpio".
    Fuck.
    Mi chiedo cosa passi nella mente di S.
    O in quella di G.
    Mi chiedo con che coraggio si possa preferire la solitudine.
    "I can't stop lovin' you".
    Ma vorrei capire come riuscirci al meglio, baby.
    Vorrei avere modo di fare qualcosa per evitare che al venerdì notte la gente si senta più sola che mai.
    Mi accorgo che non è solo un mio sentimento.
    M'intristisce notare che le persone ci provano tutto il tempo, a non sentirsi sole.
    Ma proprio non ci riescono.
    Vorrei poter scrivere di un qualche pensiero confortante.
    C'è sicuramente un pensiero confortante, da qualche parte, da poter riportare per lasciare da parte l'amarezza e mettere un po' d'allegria in queste righe.
    Ma questa notte non mi viene su.
    Ci provo ancora.
    Ed in fondo mi accorgo che "I can't stop lovin' you".
    Il che non è confortante.
    Ma vuol dire che non ho ancora deciso di gettare la spugna.
    "E questo, è un pensiero confortante..."