Vincenzo's profileTr(h)ashing_JackPhotosBlogListsMore ![]() | Help |
|
April 24 e se racconto una barza...Sono al parco. Finalmente. Sono giorni che provo a studiare disperatamente. Ora finalmente posso. Non so... Non so perchè sto scrivendo queste righe. Un po’ perchè sono giorni realmente infimi. Un po’ perchè, con grande sorpresa, mentre studio un libro che cerca di spiegare che cosa sia l’umorismo, ci trovo dentro le descrizioni dei miei sentimenti. Che a me paiono tragici. Ma se stanno in un libro di barzellette, allora (e al massimo) si tratta di humor nero. Allegria, dunque! Vi racconto una barzelletta. Oppure, e forse è meglio, torno a parlarvi del libro che sto studiando. Si, perché il libro in questione ha attivato una reazione a catena dopo aver descritto qualche passaggio de “le amicizie pericolose” di Laclos (a me pare che il titolo fosse “le RELAZIONI pericolose, ma mi fido della bibliografia dello scritto in questione). Anyway, la scena in questione è quella in cui Valmont scrive una lettera da spedire ad una qualche marchesa che cerca di conquistare, utilizzando come scrittoio la schiena di un’altra cortigiana –nuda- con a quale, durante la scrittura, avrà diversi “contatti”. Saturate, vi prego, la mia descrizione col necessario condimento sentimentale: immaginiamo che la donna a cui scriva sia di lui innamorata, per quanto non abbia ancora acconsentito a concedergli il “lusso dell’alcova”. Immaginate le parole che infiammano l’animo della donna, troppo innocente per comprendere un gioco così perverso. Lei non è perversa, no. Lei è il ritratto dell’innocenza. Qualcosa da deflorare completamente (è questo che eccita il nostro Valmont). Immaginate tutto questo. Ora, dovete sapere che la lettera in questione (quella indirizzata alla donna che di tanta purezza si fa stendardo) viene poi inoltrato, tramite ennesima epistole, alla Marchesa di Merteuil, donna con la quale il nostro Valmont ha sviluppato un gioco perverso: ex amanti, amici e nemici al tempo stesso, concordano nel raccontarsi le loro vicende erotiche. La gelosia e l’odio impazzano, insomma. Spero che ce ne sia abbastanza per condurre anche il più fedele dei coniugi a qualche riflessione. Io, per ora, sono un mare in tempesta. Anche se, ammetto, non ho mai letto il libro (ma penso che a breve rimedierò). La scena descritta lascia perplessi. No, perplessi no. Non è il termine adatto. Colpisce, questo è sicuro. Mi ricorda qualcosa. Mi risveglia qualcosa. E non è nulla di buono. Il problema è che di questi tempi sento solo stimoli negativi. E mi ritrovo vicino a Valmont, che per amare deve odiare. Boh...non lo so. Sono tempi in cui non trovo conclusioni, non trovo soluzioni. Mi perdonerete, quindi, se (s)concludo mutuando il mio finale da qualcun altro; riportando la descrizione che Valmont invia alla Merteuil. Il racconto di una scrittura così sensuale. Ho trovato divertente scriverle, dal letto e quasi dalle braccia di una donna, una lettera che è stata perfino interrotta da un completo atto di infedeltà e nella quale le faccio un resoconto esatto della mia situazione e della mia condotta. ...divertente. Ho trovato divertente. Vorrei riuscirci anch’io. Trovare divertente una condotta del genere. Di questi tempi, mi divertirei veramente un casino... April 23 Ripensamenti, reiterazioni, interazioni, persecuzioni...L'intervento che ho buttato giù ieri faceva veramente cacare (con la C, non con la G. Per confermare il mio distacco). Delirante, poco ironico. Insensato. Ma di questi tempi mi sento insensato. Sono contro la ragione, ultimamente. Forse perchè sono stato per troppo prigioniero della serietà. Poco della facezia. Mi viene in mente quella poesia. Era Palazzeschi, se non sbaglio. "E lasciatemi divertire"... Già, lasciatemi divertire. Ridiamo, se ci riusciamo, anche di quelle poche parole che ogni tanto mi vengono, tradotte in qualche serie di bit, abbandonate dall'inchiostro che, molti anni fa, serviva a raccontare -per corrispondenza- la propria vita ai cari lontani. Divertiamoci a dire che cazzi fa rima con palazzi. E Palazzeschi, che citavo prima, si rivolti pure nella tomba, se vuole. Lasciamo, poi, che i culi si poggino su gradoni sporchi di piscio, di fronte a palazzo nuovo, nascosti dalla speranza di studiare qualche pagina in più. Lasciamoli. Lasciamoci. Che tanto, fino a Giugno, non ho esami. Fuck. April 22 ^^...( (§)-> °O° <-(§) )...^^...Ovvero arrivano gli alieni.
Sono di nuovo a parlare di questa bomba di sentimenti contrastanti che periodicamente mi si scarica addosso.
E' un po' un ossessione quella di descrivere cosa provo in questi momenti: sono situazioni fra le più difficili da raccontare perchè, credo, rappresentano un modo singolare che io ho di rapportarmi alla vita.
E quindi, venirni a dire "mi sento come se..." non mi aiuta.
Ma lo faccio comunque:
Mi sento come se fossero arrivati gli alieni.
La cosa, in un certo qual modo, è questa: vivo delle esperienze he mi dovrebbero rendere felice.
E invece mi viene un po' di malinconia.
Come quando crediamo di vedere un UFO. In quel caso è però necessario non essere personaggi che hanno fatto di "Visitors" la loro bibbia, bisogna credere che gli UFO portino buone notizie.
O come quando leggete l'ultima pagina di un libro bellissimo.
Per me, concludere un libro è una delle esperienze più tragiche della storia. Hai passato giorni (o settimane, o mesi) a condividere la tua con un personaggio di carta.
E' stato un rapporto bellissimo, il vostro. Avete, insieme, persorso deserti o visto donne impossibili da amare.
Poi, all'ultima pagina, quell'uomo scompare.
Muore.
Si...muore è il termine adatto.
E tornate a guardare l'UFO.
Nessuno ha mai detto che le navicelle aliene non contengano i personaggi dei nostri libri, in fondo.
Bene...stasera mi sento proprio così. Chiusa l'ultima pagina guardo il cielo, spero di vedere un UFo.
Ma l'UFO non c'è.
Il libro, quello che ho appena finito di leggere, mi è piacuto moltissimo.
Quasi da strapparmi i capelli.
Ma ormai è finito.
Ed ora?
Devo cercare un nuovo libro...
Ma gli alieni, prima, potrebbero conquistare il mondo. |
|
|