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November 29 Deliri 1Non per essere melenso...
Neppure per fare spot...
Ma mi sorge una piccola domanda:
Quanto costano i propri progetti? Fino a quali sacrifici si può arrivare?
Forse me lo chiedo perchè, in realtà, io sono sempre stato viziato. Mi è sempre stato concesso tutto, ed ora, di fronta ad un "cruciale crocevia" (bel gioco di parole...) mi trovo di fronte al primo, vero, sacrificio. Da portare avanti a qualsiasi costo.
Anchea costo dell'onore. E del proprio credo.
Ecco l'altra domanda, quella importante:
Si può sacrificare la propria morale, a favore di un progetto?
Boh... November 25 Made in BolonnesChissà perchè in questi giorni a Bologna non ho scattato neppure una foto.
Forse perchè consideravo il viaggio, più di una vacanza, un dovere.
Un dovere che definirei "conoscitivo", ma pur sempre un dovere.
Però devo ammettere che il dovere si è sposato parecchio bene col piacere.
Piacere di vagare per una città sconosciuta nella quale, inevitabilmente, mi sono perso sempre e comunque.
Bello, comunque...
Non la bellezza da luogo comune del tipo "Mminkia Bologna è un postoggiovane!", ma, forse, una cosa un po' più elegante del tipo "Anche se sei appena arrivato, ti diamo comunque il benvenuto...".
Insomma, una bella disponibilità, a Bologna, dove finisce sempre che quello a cui hai chiesto "Dov'è via de' Falegnami?", ti finisce a raccontare le sue sfighe amorose.
E questo è molto positivo.
Perchè andare in giro a sentire le storie degli altri mi è sempre piaciuto.
E laggiù, se c'è una cosa che non manca, sono le storie.
Da raccontare, sicuramente...
Ma ad impressione, anche da vivere.
O forse tutto ciò me lo sono sognato, perchè a passare tre giorni da solo in una città che non conosci finisce per forza che racconti TU, a quello che ti sta dicendo dov'è via de' Falegnami, le tue sfighe amorose.
E nemmeno te ne accorgi...
Però, non mi è capitato di beccare qualcuno che mi abbia mandato a quel paese, per questo...
Anzi, continuavo a raccontare... November 19 Una mano di poker in trenoA lasciare qualcosa alle spalle cosa c'è da perdere?
Dipende...
Alcune volte ci si lascia alle spalle delle cose fondamentali.
Altre, invece, non si abbandona nulla, e cambiare diventa solo una necessità, un'esigenza di novità: una di quelle cose, insomma, di cui ognuno di noi ha una disperata necessità. Ma della quale è scarsamente disposto ad ammetterne l'esistenza.
Ora, non so cosa possiate pensare. Ma a lasciarsi alle spalle NIENTE, finisce che ci si trova a lanciarsi verso...niente.
E' un po' come giocare a poker senza soldi.
Tanto non ci perdi niente.
Ma allora che divertimento c'è?
Lo so che non sono stato chiaro.
Chi deve capire, però, ha tutti i tasselli necessari per intuire quello a cui mi riferisco.
Comunque, ho passato un periodo della mia vita a giocare a poker senza soldi: figo...non perdevo mai.
Ma ora c'ho una bella scommessa in ballo.
Che fare?
Chiedere carta? Vedere? Rilanciare?
Il fatto è che a sto giro si gioca a soldi.
Tanti soldi.
Sicuramente alla prossima mano perderò.
Ma a quella dopo?
E quella dopo ancora?
In realtà non me ne frega un cazzo.
Mi basta l'elettricità che sento scorrermi dentro per il fatto di aver scommesso.
Tanto sono sicuro che alla fine verrà fuori che questa partita l'ho vinta io.
Vaffanculo...Ne sono sicuro. November 16 MimesisAd avere una buona storia da raccontare, non sempre ci si trova in una buona situazione.
Pensateci un attimo: le buone storie non sono forse quelle più assurde? Quelle che mentre le vivete vi trovate a pensare "questa sarebbe quasi da farci un film"?
Ma voglio vedervi, a raccontare alla tipa che state disperatamente cercando di tacchinarvi, mentre gli spiegate di quella volta in cui, che so, le formiche vi hanno morso il pisello.
Io l'ho fatto...
Ora, non so cosa pensiate voi, ma più ci penso, più mi sembra che il senso della vita si possa riassumere in una buona storia da raccontare; una di quelle situazioni in cui tutti quelli che per caso si trovavano a passare di lì mentre voi avete inizato il racconto hanno smesso di muoversi, immersi nelle vostre parole.
solo le mani a tremare per la sorte dell eroe che, come al solito, rischia la vita.
Poco importa se stia combattendo con un drago, o con un pugno di formiche voraci che gli sono finite nelle mutande.
quella, in quell'attimo, è la tua storia. quella che rimmarrà legata a te.
Per sempre.
Ma che storia ho da raccontare, io.
Che cos'ho per rapire il mio uditorio e costringerlo nelle parole che si trovano fra le mie labbra?
Ho la fortuna di essere un buon narratore, uno di quelli che dalla noiosissima vicenda della spesa da Sabato pomeriggio riesce a tirarci fuori un epica battaglia contro il lato oscuro della forza -colesterolo e grassi saturi- che vogliono corrompere un innocente (?) animo salutista.
A raccontarre le storie, quelle buone, in fondo, ci vuole coraggio.
Un po' di facia da culo ma soprattutto coraggio.
Perchè lo sai...
Lo sai che prenderai in giro chiunque ti ascolterà.
Lo sai benissimo che stai sparando cazzate.
In questi anni in cui "La sincerità prima di tutto", raccontare cazzate è una bella responsabilità.
o forse no.
E' solo che ultimamente a metterci in gioco ci caghiamo sotto molto di più di un tempo. November 02 RE: L'altro me stessoDopo le parole del Capitano (linkate QUI, e al fondo della pagina), mi trovo a ragionare sulla questione "Istinto VS. Ragione".
Beh...la questione è parecchio complicata. Vi chiederete perchè, dato che una persona normale (e quindi non troppo soggetta, come me, a pippe mentali) pensa, in linea di principio, che "se c'ho voglia di scopare è la mia parte istintuale a parlare; viceversa, se mi sento in vena di guardarmi un film muto del '29 non può essere che la mia parte razionale a implorare attenzione".
Bene...la questione è: ma veramente funzioniamo così?
Io credo di no.
Mi dissuado ogni giorno di più del fatto che la linea che divide istinto e razionalità sia realmente labile. Tanto da non permetterci quasi più di scindere le due cose.
E' un bene, questo? Boh...Vedete voi...
a favore della mia tesi vorrei portare qualche esempio, ma al momento non ho nè tempo, nè idee...magari colmerò la lacuna...Presto.
Almeno spero.
Intanto vi propongo una riflessione: se vi arrapa l'idea di portarvi a letto una tipa vestita da Cheer Leader (...chi LO conosce lo sa...eh eh eh) cos'è che vi fa salire la voglia? L'ISTINTO di riproduzione o la RAZIONALITà che ha costruito un ideale (o forse sarebbe meglio parlare di "idolo"?) sessuale?
Good night. And good luck
The new nuovissimo racconto...Alle 2,07 del 2 Novembre 2006 ho finito di buttare giù la prima stesura del mio nuovo (nuovo si fa per dire...) racconto. Scorro il documento e mi accorgo che ho compiuto l'impresa: 48 cartelle standard!!! Quasi più lungo della mia tesi di laurea!!!
Comunque, il lavoro da fare è ancora molto, ed il problema è che per fare tale lavoro devo lasciar passare un po' di tempo.
Credo almeno un mese.
Francamente, fra la prima stesura e la revisione, è giusto far passare mooolto tempo, lasciar sedimentare le idee, le circostanze, ecc...
Credo che per fare una buona revisione ci si debba essere dimenticati di quello che si è scritto.
Frattanto, cari FANS (?), non disperate: cercherò di mettere online (qui, ovviamente) le vecchie opere, per dare la possibilita a voi (due? tre? quanti siete?) di leggere quanto ho scritto in questi mesi in cui c'è anche stato un corso di scrittura creativa alla scuola Holden.
Una precisazione fin da subito:
"Tutti i personaggi, i luoghi o le persone citate nei miei racconti sono frutto dell'immaginazione, ogni riferimento è puramente casuale (cazzo...ma quanti anni erano che desideravo dire questa frase????). Non sono frutto di immaginazione i nomi che utilizzo (perchè non ho troppa fantasia a tal proposito), ma i personaggi che tali nomi NON fittizi rappresentano".Detto questo, quando leggerete e v'incazzerete, saranno solo fatti vostri...
See you soon |
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