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    January 22

    Arrivederci, RUBY. Ci si vede TUESDAY

     
    Dove vado?
    Boh...
    Sarò in stazione per le 6,30.
    Poi quello che passa, passa.
    Perché?
    Mi stai chiedendo perché?
    Non so dove vado, dovrei saperne il perché?
    Poi lo sai...io non so mai un cazzo.
    Sarà che mi piace non dare risposte alle domande.
    Sarà questo.
    Beh...pensa che quando arriverò, e mi chiederanno "Da dove vieni?"
    Io risponderò
    "Non lo so..."
    Che senso abbia?
    "Non lo so..."
    Ma questa volta mi chiedo se dovrei saperlo.
    Dovrei saperlo, Ruby?
    Tu credi di si? Beh..io credo di no.
    In effetti non hai torto, al posto di un treno avrei potuto prendere un aereo a caso.
    Sarei finito più lontano, indubbiamente.
    Ma andare lontano sarebbe stato più utile?
    Vedi...questa volta sei tu che non sai rispondere.
    Prova a dirlo:
    "Non lo so..."
    Ma chi ha mai detto che dobbiamo sapere tutto?"
    "...proprio tutto tutto, dici? Io dico di no..."
    Tanto, cosa vuoi che importi. Alla fine, ora mi stai maledicendo.
    Ma fra qualche giorno, magari fra qualche settimana, non sarà più così.
    Perché? Perché domani matina ho un treno.
    Non un aereo. Un treno.
    Ora lasciami. Devo finire di preparare il mio zaino.
    No. Mi porto anche lo spazzolino.
    Perché si.
    Che cazzo fai!!!
    Brava...L'hai buttato nel cesso.
    Vabbè. Ne comprerò un altro. Quello te lo puoi tenere.
    Certo che parto lo stesso. Anche senza il mio spazzolino.
    Cosa dici?
    No. Non ci sarò Martedì.
    Ma...
    No. Non ho detto niente.
    Ci penserò Martedì.
     
    January 08

    Ricordati che la felicità è il viaggio, non la destinazione.

     

    Citazione dal blog di Capt. Skunk

     (cliccate sul titolo per l'articolo originale!!!)

     

     

    Ricordati che la felicità è il viaggio, non la destinazione.
     
    Sono seduto qui davanti al computer a pensare che ieri alla stessa ora stavo seduto in un pub di Dublino e mi accorgo che nella vita alle volte siprendono le giuste direzioni ma si è troppo poco attenti o poco maturi per riconoscerle, ecco quindi che mi trovo ad inugurare un vacchia abitudine ovvero quella di fare gli appunti di viaggio.
    Viaggiando da solo ero abituato a farlo, più che altro perchè mi permettevano di condividere con l'altro me stesso ciò che vivevo, poi smisi di farlo perchè mi dissi: se nessuno li legge cosa li faccio a fare?
    Adesso mi chiedo perchè non gli ho mai fatti leggere o perchè smisi di farli, quando si è poco attenti capita di abbandonare le cose giuste per accorgersene solo quando è tardi, spero che le capacità di allora non mi abbiano abbandonato.
    Cominci quindi questo nuovo ritorno al passato con un paio di contraddizioni, ovvero lo comincio con un viaggio che in realtà non è stato un viaggio e che oltretutto, seconda contraddizione, mi è piaciuto un sacco ma al contempo non mi ha soddisfatto.
    Perchè dico così? presto detto, questo non è stato un viaggio per come lo intendo io, per quel che mi riguarda è stata una gita: tanto divertimento, posti splendidi, nessun contrattempo e tutto andato secondo i piani, spese contenute ( se si escludono i souvenir e i regalini che come in ogni gita che si rispetti si portano poi con se al ritorno )... quindi cosa è che non mi ha soddisfatto? bhe una sola domanda mi ha spazzato via la soddisfazione: cosa è cambiato nella tua visione del mondo? bhe nulla! ovvero non ho imparato nulla dell'atmosfera d'irlanda, non ho assimilato nulla della loro gioia di vivere ho cercato di vedere solo esattamente ciò che mi aspettavo di veedre, sono arrivato li con cartina alla mano, visto i due o tre monumenti che la Lonley planet dice essere da "non perdere", apprezzato la loro Guinness tanto da poter dire "a si che buona" e tornato a casa "sai io ho bevuto la guinnes a Dublino.. come li non la puoi trovare!", per carità è vero, ma non ho capito il PERCHE' non la si può trovare il COSA la rende speciale ed il MOTIVO di volerla cambiare quando la esportano, insomma non ho fatto altro che che mettere una X sulle varie cose della lista da spuntare, delle cose da fare per poterne parlare in giro e magari anche tirarmela un po, facendo credere agli altri che io ne so; cose del tipo, bere la guinnes a Dublino, farsi una passeggiata sulla muraglia cinese, essersi affacciato dall'Ayers Rock o aver sputato dall'ultimo piano dell'Empire State Building insomma l'essere andato sempre e comunque più lontano di te,
    Per me questo non è un viaggio! per me il viaggio è il parlare con un irlandese, sosrseggiando una guinnes, del motivo per cui si ostina a restare in campagna quando con mezz'ora di treno potrebbe vivere in una città, discutere con unn cinese di cosa vuol dire per loro la muraglia cinese e di quant gente è morta a causa della stessa, scoprire come ad un Australiano non gliene possa fregar di meno dell'Ayers Rock e che essa è diventata un momnumento creato ad hoc per far si che i turisti andarsssero a vedere qualcosa anche in quelle zone dove non c'è un cazzo da vedere o che sull'empire state building non si può sputare di sotto perchè a quell'altezza lo sputo si dissolve... insomma l'assimilare qualcosa del posto .. il cqambiare, l'aggiungere qualcosa al te stesso che eri prima del viaggio, il crescere!
    Quindi è stato questo, l'approccio accademico, condizionato anche dal fatto che avevamo solo due giorni (anche meno se consideriamo il troppo estenuante shopping!), l'arrivare li e fare sempre le stesse strade tutti i giorni il dovere andare LI per VEDERE QUELLO!Accademico nel senso che vai li per studiare una cosa, per aggiungere qualche nozione storica o geografica in più, per spuntare una cosa che avevi letto sui libri insomma: ovvero ciò che si fa in una gita.
    Io quest'approccio putroppo non riesco ad assimilarlo anche perchè non ho conoscenze o istruzioni tali da poter capire e valutare la bellezza di un monumento piùttosto che uno stile di una chiesa o di un palazzo, quindi per me che non capisco niente è più importante sapere PERCHE' una cattedrale è stata ricostruita per ben due volte piuttosto del fatto stesso che è stata ricostruita nell'anno tal dei tali e per me andare a vedere delle rovine anche importantissime senza che qualcuno mi spieghi CPSA avvenne li e il COSA raccontano, bhe per me quelli sono solo uno spunto sulla precedente lista o alle volte, per citare una mia amica, semplicemente sassi vecchi.
    La mia tendenza, peggiorata da quando frequento amici semiologi, dell'andare a cercare storie che aspettano di esser narrate mi porta a dire che questo viaggio, pardon gita, benchè mi sia piaciuto un sacco e mi abbia divertito altrettanto, mi ha lasciato insoddifatto e uguale a me stesso prima della partenza se non per il fatto che, comprendendo tutto questo, in me è scattato un amore per tutto ciò che non ho avuto il tempo di cogliere; così, guardandomi dentro, mi scopro un piccolo pezzo di anima che si è colorato di verde e di blu, i colori d'irlanda.
    January 07

    Certe piccole cose sicure...

     
    Certe piccole cose si possono descrivere come sicure.
    Assodate.
    Certe.
    Sono quelle costanti che ci permettono di capire che un senso, questo mondo, ancora ce l'ha.
    Sono ben poche, le nostre piccole cose sicure.
    E soprattutto, come perverso passatempo, quell'entità oscura che ci divertiamo a chiamare Destino (o Dio, o il fato) si diverte a smontare le nostre piccole cose sicure.
    Le prende, e le fa scomparire.
    Semplicemente.
    In quei momenti viene sempre da pensare a cosa si possa fare, per capire da che parte guardare. Che cosa sia -se c'è- il futuro.
    E ti trovi improvvisamente in situazioni che mai avresti potuto credere.
    Non rimane, allora, che spiattellare qui sopra le poche righe che state leggendo.
    Rileggerle.
    E pensare "che cazzo vuol dire sto pappone che ho appena scritto?".
    E convincersi che queste poche parole, belle o brutte che siano, non fanno parte di quelle piccole cose sicure.
    E che, in fondo, non è poi tanto male...
    Forse ti trovi a pensare "fanculo alle piccole cose sicure", dopo.
    Beh...
    Fanculo, allora...